Alla salute di Mr. Irvine

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ALLA SALUTE

DI

MR. IRVINE

 

 

Che dirvi bella gente.

In attesa dei magici sprazzi di San Paolo cerchiamo di non distrarci troppo con altro, in  attesa delle libere brasiliane di un caldo venerdì paulista.

Ci vorrebbe una bella pinta, di birra scura. Come sarebbe piaciuta a quel mascalzone d Eddie Irvine.

Eh si.

Per lui la noia era una sofferenza insostenibile. Guascone, fino all’irrisione. Irriverente. Senza sottrarsi ai pugni volanti per reati di lesa maestà contro le autorità del momento (vedi Senna a Suzuka…) piuttosto che il possesso di quella consapevolezza che il mondiale in Ferrari l’avrebbe sempre visto col binocolo, causa regno dell’imperante Kaiser tedesco a nome Michael, con provvisoria residenza a  Maranello.

Niente da fare. Dopo i pugni con Senna, le riviste a luci rosse per Schumi.

Argomenti di nessun interesse e assolutamente irrilevanti, per i diretti interessati. Brasile e Germania contro Irlanda del Nord.

Bell’affare.

Le Mission Impossible della vita di ciascuno di noi, come per quelle gomme posteriori che improvvisamente spariscono al pit. Forse quella di Eddie era davvero la fine di un’epoca romantica, fatta ancora di cazzotti, scherzi da prete e tanto piede in preda a fregola da minigonna femminile.

Eh si.

La noia non esisteva.

Per il pilota venuto da  Newtownards.

Se ne facessero una ragione i suoi colleghi.

I Re della strada.

I campioni del mondo.

Davanti a una pinta di birra scura, possibilmente Guinness.

Alla salute.

Mr. Irvine.

 

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