Albon

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Albon

 

 

“Albon in Red Bull al posto di Gasly che torna in Toro Rosso. Alla fiera dell’est per due soldi un torellino mio padre comprò…Ma non sono sicuro che la canzone facesse proprio così…”    

(Emiliano Tozzi)

 

Cuneo è storicamente uno dei fori boari più antichi e importanti per la contrattazione delle mucche (Tranquilli, Briatore non c’entra nulla…).

Nelle ultime estati però ( il primo fu Verstappen) sembra che vada più di moda il mercato dei…tori. E così anche Gasly come Kvyat (recentemente riammesso alla “mensa del padre”)  prima  di lui viene sacrificato sull’altare delle prestazioni che non sono state giudicate all’altezza da Herr director. Marko. In fondo alla Red Bull il “vitello” ( che diventerà toro… e poi semmai come in questi casi a volte…bue…ahimè) d’oro dal loro punto di vista l’hanno già in casa. E a differenza degli anni passati sta anche producendo risultati e soprattutto non sta facendo danni anche grazie alla fortuna. Vedi il 360 della Germania fatto senza rovinare la macchina. Quindi a Milton Keynes hanno deciso di puntare su un altro cavallo, no scusate  quello l’hanno già fatto ( ma di nascosto) a Maranello, su un altro toro. Un Torello via. Questa F1 ormai è un frullatore e le carriere e le vite di questi piloti e questi giovani si possono bruciare anche nell’arco di 6 mesi. E così dopo una vita ( in termini di anni di guida visto che oramai si inizia a guidare a 6 anni se non prima) spesi a raggiungere un sogno, Gasly si ritrova in un incubo. Intendiamoci, guidare una F1 , qualsiasi F1, è sempre il sogno di qualsiasi pilota e alla fine il francese resterà nel Circus. Guiderà una Toro Rosso. Almeno fino a fine  stagione.

E così mentre piloti del livello di Senna, che iniziava la sua avventura in f1 a 24 anni e  Fangio che conquistava il suo primo mondiale a 40, qualcun altro a 23 ha già quasi esaurito la sua carriera nel magico mondo di Liberty Media.

Al suo posto arriverà Albon coetaneo del “sacrificato” Gasly.  A lui vanno i nostri migliori auguri sperando (Per lui) di rivederlo in Red Bull anche nel 2020. Certo che vedere bruciare così velocemente la carriera di un pilota fa un po’ senso. Probabilmente è un sintomo dei tempi moderni  e probabilmente è pure un sintomo della mia età ma io faccio fatica ad abituarmi a queste scelte tanto repentine quanto inconcepibili. Ma ripeto, probabilmente sono io che invecchio. Pensate che ho persino visto correre F1 che di elettrico avevano solo le candele e la luce del faretto retrovisore per la pioggia..quando c’era…

Figuratevi che ho persino visto tutti i film di Totò che a Cuneo ha fatto il militare e probabilmente manco sapeva dove fosse Milton Keynes. Manca solo una Red Bull senza taurina. E poi abbiamo trovato ogni possibile giustificazione.

Tanti auguri Albon.

 

Sergio Mapelli

 

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