Alain Prost: P1 P28

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Alain Prost: P1 P28

 
 
Portogallo. 1987.
Formula 1 anni ’80.
Estoril.
L’impianto vicino a Lisbona, che in quegli anni ospitò il campionato del mondo nella lingua di Pessoa. La Ferrari non va in pole da 42 gare, oltre due anni. Dai tempi di Rio a Jacarepaguà, grazie ad Alboreto. Non vince da 34, sempre per mano di Michele in Germania sul nuovo circuito del Nürburgring. Per un successo che molto seppe d’impresa, da parte del pilota milanese.
Un fado struggente quella gara portoghese. Un canto malinconico, per cui Berger da neo pilota del Cavallino non era disposto crudelmente a immolarsi. A cantare una rassegnata e composta tristezza, in un tempo così avaro di risultati per la Rossa.
Intanto sabato viene la pole a interrompere il primo dei due digiuni. Benedetta da una pioggia arrivata nel posto giusto al momento giusto. Domenica la gara. Un altro giorno, dove vedere finalmente una Ferrari tornare a vincere.
Tutto vero, tutto giusto. Fino a tre giri dalla fine. Fino a quando Prost ,“ Il Professore”, non sale in cattedra per la sua lectio magistralis. Nessuno per tutto il fine settimana aveva fatto caso a lui. Lui e la sua McLaren Mp4/3, evoluzione plafonata della già iridata Mp4/2. Silenziosamente inosservato, tra una bandiera rossa e una partenza ripetuta per un contatto tra Piquet e Alboreto che innesca una carambola in grado di coinvolgere metà dei componenti della griglia al via.
Nessuno lo vede e neppure ne considera il solito passo veloce e sicuro in pista. Tre giri al traguardo, quelli che al francese servono per attaccarsi agli scarichi della Ferrari di Berger. Testacoda dell’austriaco. La lezione del Professore puntualmente è giunta al termine. A Maranello di gare ne serviranno 37 per tornare a veder vincere una loro monoposto. Poco di più, di quanto Alain quel giorno non conceda, da pilota più vincente nella storia della Formula 1. 14 anni dopo il ritiro di Stewart al Glen, sulla soglia dei cento Gran Premi disputati.
28 vittorie. Alain Prost: P1 28. Come indica Jackie su di una nera tabella, a fianco della McLaren del francese.
In quel momento è il pilota più vincente ogni epoca nel Circus.
In tutto, i successi di Alain nel Circus saranno 51.
Fino ai giorni di Schumi. E l’avvento di un’altra era.
All’alba di Spa e 52 vittorie assolute. Da tedesco, di casa Ferrari.

 

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