8 Maggio ’82

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8 Maggio ’82

 

8 maggio….

Tanto lo so.

Denny e tanti altri come lui se lo aspetteranno un post così.

Regolari. Una cambiale dell’anima in scadenza. E non potrebbe essere diverso per una simile liturgia.

Per un motivo o per l’altro più e più volte questa settimana sono finito col parlare di Gilles.

Oggi è l’otto maggio. E a casa mia non c’è Gran Premio di Miami che tenga.

Qualcuno piangerà.

Qualcuno a malapena saprà di cosa stia parlando. Non importa. Tempo fa scrissi qualche verso. Ho provato a riscriverli e forse, qualcosa di buono ne è venuto ancora. A spostare quel limite che così spesso in vita sua Villeneuve oltrepassava senza temerne le possibili conseguenze.

Nonostante tutto.

Per quel casco di Gilles, tra le mani di Didì.

Grazie.

E non dimentichiamolo.

Tutti insieme.

 

 

“C’era un pilota. Neve e poi vento.

C’era quel sogno da pilota volante.

Mai esitava per un momento.

Macchine Rosse, sotto un piede pesante.

Metallo distrutto.

Da quel veloce Barone Rampante.

C’era un volante. C’era un aereo.

Metallo volante, con le sue evoluzioni.

Tanto valeva il suo guidare, da pensar sempre.

Ce la può fare.

C’era una tuta.

Bianca nel cielo.

Le braccia nel vuoto.

C’era che il tempo non si era fermato

Un attimo solo si era arrestato.

Ali spezzate. Da redentore. Un tuffo vero. Di solo furore.

C’era Villeneuve.

Gilles, il suo nome.

C’era il pilota.

E l’Aviatore.”

Mentre l’anima scivola.

In una derapata interminabile.

Ciao Gilles.

 

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