20 volte Seb

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20 volte Seb

 

 

Per quanto…specie nell’ultimo periodo ferrarista si sia stati portati a descriverlo più come un pilota appartenente  alla categoria dei “bolliti” piuttosto che  a un conducente con quattro titoli mondiali in bacheca, è fuori discussione che Sebastian Vettel sia stato individuo capace  di ritagliarsi in vita sua un piccolo angolo di storia, nella rapida  e sfuggente cronologia del Circus.

Vittoria numero 20. Conseguita in Corea. A consacrare quel suo secondo titolo mondiale consecutivo  già conseguito nella gara precedente a Suzuka sempre alla guida della Red Bull. Il secondo di quattro in quel 2011. 20 vittorie in quel momento in carriera, 25 per la Red Bull. 10, i successi del tedesco in stagione fino a quel momento ( che diverranno undici dopo l’alloro indiano di Nuova Dheli).

Record stagionale.

Numeri che a 24 anni fanno presagire un futuro per il ragazzo di Heppenheim sulle orme del proprio mentore in pectore, M. Schumacher.

Non sarà quello il suo ruolo.

Né allora nè mai.

In compenso, quel giorno sul circuito coreano regola la concorrenza con disarmante facilità, come Hamilton più o meno ininterrottamente avrebbe fatto dal 2014 in poi. Prende le misure a Lewis (all’epoca in McLaren) partito in pole. Tempo quattro curve ed è già in testa, a firmare una corsa già vinta. Disarmante facilità di un momento irripetibile. Né prima (e soprattutto dopo…) gli sarà possibile esprimere più un simile livello di guida. 24 anni. Il mondo davanti a lui sembra indicargli prospettive irraggiungibili, per una vittoria a tutti gli effetti anonima, avvenuta in quella cattedrale nel deserto che da lì a breve risulterà essere l’impianto costruito da Tilke nei pressi di Yeongam.

Abbandonato da tutti.

Compreso da quel governo che finanziò a fondo perduto quel circuito costruito a pochi metri dal mare.

Poco pubblico sugli spalti. Uno spettacolo che non andrà oltre la quarta edizione nella penisola del trentottesimo parallelo.

Due di quattro questa.

Sipario. Ma non quel 16 ottobre.

 20 volte Seb.

“Non sprecare il tuo talento.”

Disse Vettel al neo investito in Rosso al suo posto.

Forse augurio migliore non poteva esserci. Nel giorno del compleanno, del pilota monegasco.

Per quell’integrità che da sempre ha contraddistinto Sebastian Vettel.

E la sua trasparente persona.

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