20 volte Lauda (la prima col turbo)

HEADER-TITOLO-BLOG-senza-foto

 

20 volte Lauda

(e la prima col turbo)

 

“Tutto perfetto. Macchina fantastica. Bene telaio. Bene gomme. Mai problemi con macchina. Questa volta.”

E beh… c’era da capirlo il buon Niki. All’interno del box McLaren si era speso come nessun altro per ribadire la bontà del V6 turbo della Porsche, ideato da Hans Mezger. Aveva sacrificato buona parte della stagione ’83, per far capire a chiare lettere quanto valesse la pena sviluppare nei fine settimana di gara quella prodigiosa unità motrice.

“Poi dopo, noi vince…io sicuro.” Patron Dennis eufemisticamente era assai perplesso. Intuisce ma non è del tutto convinto. Nell’82 ha rischiato di vincere rocambolescamente il mondiale e quell’anno a Long Beach la McLaren ottiene una doppietta d’altri tempi, con Watson e Lauda partiti rispettivamente dall’undicesima e dodicesima fila. Pare quasi accontentarsi il buon Ron, di fronte alle avances tecniche del campione austriaco alle sue dipendenze.

Viene un ok stiracchiato, quasi tirato per il colletto della camicia. Per il resto della stagione Watson racimola punti, Niki un po’ meno. Ma sul nuovo motore turbo Lauda rimane irremovibile.

“Noi deve prova nuovo motore…in gara.”

Finalmente a Zandvoort sulla Mp4/1E del solo Lauda, viene montato il 6 cilindri di Mezger. Niki macina chilometri e rotture. Anche  Watson, che dal successivo Gran Premio d’Italia finisce per montare l’unita motrice sovralimentata tedesca. Ma all’ultimo appuntamento stagionale in Sudafrica, col titolo piloti ancora in ballo tra Prost e Piquet, succede che Lauda finisca per contendere la vittoria della corsa alla Brabham BMW di Patrese.

Sul più bello è appiedato nuovamente da un guasto elettrico.

Prodromi di ciò che la successiva stagione avrebbe ampiamente illustrato, con un mondiale che avrebbe visto protagoniste le vetture di Woking. Quel Gran Premio del Sudafrica è la profezia sportiva di Niki. Pronta a rivelarsi al mondo intero. Nessuno ancora immagina la McLaren quale possibile contendente al titolo. Nessuno tranne lui. Il “computer umano”. Pronto a raccogliere i frutti del proprio lavoro. Mondiale ’84. Primo appuntamento nel marzo brasiliano di Rio. Le McLaren di Lauda e Prost (transfuga Renault dopo un titolo perso tra mille diatribe interne alla Règie) mettono in campo tutto il proprio valore tecnico. Fino al trentasettesimo giro, Niki è in testa alla gara brasiliana. Tra l’incredulità generale la corsa viene vinta da Alain, con Lauda che fa dentro e fuori il box, dopo l’ennesimo problema elettrico.

Collauda, prova.

Più degli altri.

“Prova ancora…”

Non sono trascorsi nemmeno sei mesi da quella quasi vittoria a Kyalami. Di nuovo in Sudafrica ad aprile. Questa volta è il suo momento. La Mclaren dà una tale dimostrazione di forza da doppiare il resto della concorrenza. Prost partito dai box col muletto è l’unico concorrente a pieni giri alle spalle del compagna di squadra austriaco.

“Poi noi…dopo vince.”

Come no Niki, da quella tua prima vittoria col motore turbo.

20 volte Lauda.

E un terzo titolo iridato in bacheca.

A fine stagione.

logo sinfonia motore almanacco

logo sinfonia motore almanacco

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell’autore
SinfoniaMotore – Tutti i diritti riservati. All rights reserved.